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Agile ma non veloce: smart working al CNR PDF Stampa E-mail
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Giovedì 05 Marzo 2020 10:54

Il Consiglio Nazionale delle Ricerche ha un’occasione storica per colmare il ritardo accumulato con gli anni nel facilitare lo Smart Working.

Eppure partiva da una situazione ideale, con un contratto di lavoro che garantisce a ricercatori e tecnologi di esercitare la propria attività di ricerca da qualunque posto, incluso il proprio domicilio, semplicemente autocertificandola. Eppure perfino l’indirizzo legislativo nazionale era chiarissimo, a partire dalla legge n. 124 del 7 agosto 2015 che all’art. 14 obbligava la Pubblica Amministrazione ad avviare una sperimentazione per l’attuazione del telelavoro.

La successiva Direttiva del presidente del Consiglio n.3 del 2017 ha fornito gli indirizzi per l’introduzione di nuove modalità di organizzazione del lavoro basate sull’utilizzo della flessibilità lavorativa, sulla valutazione per obiettivi e la rilevazione dei bisogni del personale dipendente, anche alla luce delle esigenze di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.


L’emergenza COVID-19 mette a nudo tutti i ritardi accumulati dall’Ente di tipo
a) normativo: nessuna circolare o delibera dell’Ente che attui le direttive della legge n. 124

b) (dis)culturale: l’ostinato rifiuto di riconoscere la specificità dell’orario di lavoro per Ricercaori/Tecnologi; il lavoro agile seppur di fatto non oneroso per l’Ente è tuttora una chimera a vantaggio dell’obsoleto telelavoro oneroso per l’Ente (solo nell’ultima applicazione ha comportato un onere complessivo di bilancio di  318.537,10 € : 1.813,03 €  della postazione di telelavoro per i 127 nuovi beneficiari + un rimborso forfettario netto di 650,00 euro annui, per i fortunati che afferiscono all’amministrazione centrale)
c) tecnologico: nessuna strategia per una cloud ma il proliferare di soluzioni estemporanee frammentate; sistemi di posta elettronica locali a spaghetti soggetti allo stillicidio dei cambiamenti di nome e Sede; sistemi di teleconferenza inesistenti.

Ora non ci sono più attenuanti.

La circolare 1 del 2020 del Ministero della Pubblica Amministrazione rompe gli indugi e chiarisce con il recente DL  2 marzo 2020, n. 9 (“Misure  urgenti  di  sostegno  per  famiglie,  lavoratori  e  imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19”) che l’obbligo per il ricorso a nuove modalità spazio-temporali di svolgimento della prestazione lavorativa ha terminato la fase sperimentale (mai avviata al CNR) e pertanto opera ormai a regime.

La circolare prevede che le misure organizzative di lavoro agile costituiscano oggetto di valutazione nell’ambito dei percorsi di misurazione della performance organizzativa e individuale all'interno delle amministrazioni pubbliche.


Eppure anche in questo il CNR era in anticipo avendo introdotto uno specifico obiettivo nel 2019 per il DG (Potenziamento delle politiche di welfare riferite in particolare allo “smart working” e agli accordi di mobilità sostenibile), sfortunatamente del tutto disatteso nel corso del 2019.

 

Saprà l’Ente con un sussulto finale di efficienza recepire l’obbligo normativo prima che l’epidemia si dissolva naturalmente? Noi abbiamo qualche suggerimento immediato:


  1. Recepire con chiarezza il dettato del contratto in materia di orario di lavoro per Ricercatori/Tecnologi, sollevando dai dubbi interpretativi i molti, troppi Dirigenti ed Amministrativi (ahinoi anche colleghi) titubanti ad applicare semplicemente il contratto che, fortunatamente, in molte realtà è invece applicato correttamente consentendo l’autocertificazione della prestazione lavorativa anche presso la propria abitazione.
  2. Estendere, usando gli strumenti della contrattazione previsti dalla circolare, a Tecnici/Amministrativi le modalità di svolgimento del lavoro compatibilmente con le attività di laboratorio necessariamente da svolgere in sede.
  3. Aderire alla soluzione informatica gratuita Google Suite for Education (che offre posta elettronica illimitata, cloud illimitata, servizi specifici collaborativi per tutto il personale), adottata nella maggior parte delle Università Italiane e già sperimentata con grande successo in alcuni Istituti del CNR. Sarebbe l’unico caso nella Pubblica Amministrazione di applicazione dello smart working con un investimento negativo.

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Marzo 2020 12:43
 
Il caso Di Bitetto-3a puntata: Questa commissione non s’ha da fare ! PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 28 Febbraio 2020 11:10

Eccoci alla terza puntata che esce pochi giorni dopo l’inizio del relativo processo.

Abbiamo visto, nelle puntate precedenti, come non corrisponda al vero che l’inchiesta sia fondata su una denuncia dell’Ente: i fatti oggetto del provvedimento sono essenzialmente quelli resi noti dalla campagna LoscaRicerca,  formalizzati poi in una denuncia alle competenti autorità che è all’origine dell’inchiesta di Report che li ha resi noti all’opinione pubblica.

Anzi (cf. prima puntata), l’allora vertice del CNR (Nicolais – Annuziato) cerca prima di far dimettere la direttrice dell’IAMC Laura Giuliano  ad inizio 2016 e dopo la puntata di Report  (primavera 2017) valuta di avviare un procedimento disciplinare  nei suoi confronti per aver “osato” concedere un’intervista nonostante il “divieto” del direttore ff dell’IAMC (Giuliano nel frattempo si era dimessa da direttrice ed era in aspettativa avendo assunto un incarico internazionale) .

Nella seconda puntata abbiamo visto come gli inquirenti sottolineino che il sistema di contratti fittizi era ben noto all’interno del CNR, che i responsabili delle società esterne avevano un accesso libero all’interno della sede centrale, disponendo persino di badge nominativi a loro rilasciati e di una stanza loro riservata.

Inoltre gli inquirenti sottolineano come vi fosse, all’interno dell’amministrazione del CNR, un clima di timore (per non dire terrore) nei confronti del gruppo che fa capo all’ex DG Di Bitetto e che il permanere di tale rete interna, che avrebbe consentito di attuare l'attività criminosa, costituisce una delle motivazioni per le esigenze cautelari che ne hanno motivato l’arresto.

 

La telefonata fra Di Bitetto ed un’alta dirigente amministrativa dell’amministrazione centrale, in data 3/4/2017, è particolarmente illuminante per illustrare il clima di ricatto incrociato che il sistema di potere dell’ex DG era in grado di esercitare anche nei confronti del presidente Inguscio.

Nel corso della telefonata, prescindendo dai discorsi personali, emerge con chiarezza il timore di entrambi verso la richiesta di una commissione d’indagine interna che il presidente sembra intenzionato ad avviare ma, come afferma Di Bitetto nel corso della conversazione, riferendosi al presidente:

però lui lo fa con la scusa del ministro per cercare di andare incontro a MOCELLA”.

 

Di Bitetto discute quindi con la sua interlocutrice che “concorda nel contestare la linea seguita dall'Ente e i due discutono della possibilità che sia nominata una commissione di inchiesta con un magistrato.”

Per neutralizzare l’avvio della commissione, che evidentemente teme, Di Bitetto illustra una doppia strategia: da un lato cerca di influenzare la composizione stessa della commissione  e dall’altra mette in atto una strategia di ostruzione :

“..io gli sto dando dei nomi e con un magistrato in pensione ... non so chi ci vorrà mettere ... cosa che credo... cosa ridicola ...beh ... per adesso io non firmo più atti non firmo più niente.. ci metto dieci anni a firmare una cosa ... mi dispiace devo tutto verificare controllare non mi convince adesso faccio un ...”

 

Dopo alcuni momenti di scambio personale con l’interlocutrice che ricorda i momenti di sofferenza seguiti a quando, nell’aprile 2016, era emersa la prima condanna per danno erariale ai danni di Di Bitetto, prosegue l’illustrazione della strategia :

"però non credo che lui possa usare un magistrato in quiescenza per fare una roba del genere ... cioè un magistrato che è magistrato non può far parte di una commissione d'indagine interna del CNR capito che ti voglio dire??? ... quindi deve trovarlo all'interno del CNR oppure prendere un professore universitario che ti posso dire .... forse ... non lo so ... ma non credo neanche devo dire la verità...quindi o prende due consiglieri Lagalla Frosini no... facciamoci a capire... per non prendere Mocella .... Lagalla Frosini e un dirigente di ricerca un direttore dell'istituto sano di mente....con l'appoggio degli uffici che gli danno le carte ...

 

La strategia di Di Bitetto è chiara, innanzitutto deve evitare che il Consigliere Mocella faccia parte della commissione perché all’ex DG è chiaro che lui ben conosce l’intreccio delle società alla base dell’inchiesta anche se, probabilmente ignora in quella fase che è proprio uno dei firmatari della denuncia alla base dell’inchiesta sulla galassia D’Anselmi:

 

“... poi diventa una guerra tutti contro tutti io questo voglio dire al CDA ...voi potete fare quello che volete fatela ... però vi dico che a questo punto come c'è stata la stessa puntata su questo che è stata costruita ad arte lo sappiamo ... io glielo dirò ... dal consigliere MOCELLA e da Laura GIULIANO ... allo stesso identico modo potrebbe esserci un gruppo di persone che fa una puntata su un'altra cosa... del come mai non si è andati a indagare sul CONTO PARALLELO ... come mai le commissioni d'indagine del CNR fanno due pesi e due misure...

 

 

Ecco affacciarsi l’altra parte della strategia messa in atto per evitare la commissione: una sorta di veto (ricatto ?) incrociato. Voi fate la commissione e allora c’è da chiedersi perché non è stata fatta una sul Conto parallelo oppure, aggiunge l’ex DG alla sua interlocutrice, evidentemente ben al corrente dei fatti…

 

E’ un fiume in piena l’ex DG e cita un concorso molto discusso :

“... io ho detto oggi però ricordati massimo che se tu la fai oggi per questo ...che è una procedura normale che ha passato il vaglio del bilancio ...delle cose... e dei ...eventuali revisori degli eventuali sorteggi ... come sai ... perchè non si dovrebbe fare sul concorso di SBERVEGLIERI me lo spieghi? cioè voglio dire perchè quel concorso che era border line perchè ha partecipato la moglie... la figlia ...ha vinto la figlia di uno che sta alla UOS dell'amico tuo... no...me lo spieghi perchè non andiamo a vedere allora le procedure concorsuali ..." ed ancora nel prosieguo".... perchè non andiamo a vedere la queste procedure che apparentemente sono andate giù .... lisce no... ma avevano dei profili di opportunità ... no... per i quali ... giustamente nessuno ha sollevato il problema ... allora adesso semplicemente perchè report ...”

 

Inoltre, da un lato l’ex DG minacca di chiedere i danni a chiunque ne chieda le dimissioni (in modo formale l’unico che lo farà in CdA è il rappresentante del personale)

...allora questa è una sfiducia nei confronti del direttore generale ... votate la sfiducia nei confronti del direttore generale ... per me va bene mi mandate via domani e c'avete una causa per i prossimi dieci anni ... a me che me frega!”

 

Dall’altro emergono le conseguenze di questo scontro, l’allora DG minaccia di bloccare l’azione amministrativa paralizzando di fatto il CNR:

“mi scrive ...ah ma le variazioni degli esteri non facciamo ... no guarda le carte non sono perfette devo controllarle poi l'ufficio bilancio ha fatto una settimana di corso a Mondello per cui ho deciso di non portare nessuna variazione di bilancio

... no ... perchè non erano pronte... mi dispiace parlane con loro io che ti faccio .. se non sono perfette non le passo ... gliel'ho detto stai attenta perchè adesso io non le firmerò se poi arrivano a me da firmarli i rinnovi sul conto terzi del personale se non c'è la copertura e se le .... non ne firmo _neanche una ..   ... io non lo faccio! io non faccio più niente ... c'è la copertura rinnoviamo ... non c'è la copertura in attesa.. qualcuno si prende la responsabilità in quel momento in attesa ... ma se poi esce un foglio di carta nel mentre... mentre tu ti prendi la responsabilità e ti fanno un Report... poi sono cazzi di chi l'ha fatto... questo ti voglio dire ... non ci sono più i presupposti di fiducia con niente ...questo ti voglio dire ... se ti dico e te lo dico ...forse non arrivato .. e te lo dico con affetto ... non ci sono i presupposti di fiducia neanche che tu ti possa prendere delle .... come dire .... discrezionalità ....".

 

Un fiume in piena l’ex DG illustra la sua strategia quando la sua interlocutrice gli chiede

“no tanto USPO allora tanto USPO se non fai le gare il problema neanche si pone ..”
,


Di Bitetto, come novello Sansone, medita di distruggere quella storicamente è una sua creatura l’USPO, l’ufficio supporto Programmazione Operativa:

“no però ti ripeto per me è uguale tanto a me non me ne frega più niente neanche di USPO però tanto quant'è vero iddio se non ci vado io e finiscono le cose io lo smonto ... non lo lascio a nessuno .. compreso Pierpaolo (incomprensibile) non lo lascio a nessuno ... lo smonto e disintegro tutto ...quindi ... così poi dopo ... vanno sotto altri dirigenti e poi la gente piange ...poi me lo racconta ... lo disintegro completamente ...come neve al sole ... fosse l'ultima cosa che faccio ... “

 

 

Il seguito della storia è noto e sotto gli occhi di tutti, la commissione d’inchiesta interna non vedrà mai la luce, al suo posto il presidente nomina una commissione di studio per l'efficienza e la trasparenza delle procedure amministrative del CNR

Un commissione di pura facciata, che già nel nome ha una finalità dl tutto diversa da quella di approfondire i fatti emersi, che non produrrà alcun atto noto.

 

Come noi anche avevamo denunciato pochi mesi dopo la sua costituzione mentre la commissione di facciata latitava, la magistratura andava avanti, effettuava perquisizioni cercava verifiche ai fatti denunciati, verifiche che poi hanno portato agli arresti.

 

Il CNR invece perdeva l’occasione di mostrarsi capace di fare pulizia dal suo interno, non avviava neanche un’azione disciplinare nei confronti di dipendenti che avevano subito una perquisizione nei propri uffici, un’azione disciplinare che avrebbe consentito di non essere superati dai fatti di cronaca con un enorme danno d'immagine per l'Ente.

 

Le intercettazioni ben illustrano il clima di quei giorni, un presidente spaventato, sotto il ricatto dell’ex DG che minaccia di rivelare altre procedure non cristalline di cui Di Bitetto (e non solo) era al corrente, sotto la minaccia di un blocco dell’azione amministrativa.

Un DG ossessionato dall'impedire la costituzione della commissione di inchiesta e sopratutto di impedire che il consigliere Mocella ne faccia parte. Questo spiega, fra l'altro, anche le motivazioni dell'impegno in prima linea di Di Bitetto nella recente campagna elettorale per il CdA, poche settimane prima del suo arresto.

 

Sarebbe stato necessario al CNR un presidente con un altro coraggio, e forse con un armadio meno ingombro per respingere le minacce e i ricatti dell’allora DG.

Speriamo che il prossimo presidente del CNR sia all’altezza del suo compito e speriamo che il Ministro, nello scegliere, consideri anche queste caratteristiche.

 

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 28 Febbraio 2020 11:43
 
Coronavirus e prerogative contrattuali: istruzioni per l'uso PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 23 Febbraio 2020 15:34

Come noto, il Covid-19 è un virus respiratorio, trasmesso da persone affette attraverso contatti stretti. Non vi sono evidenze consolidate che ciò possa accadere anche da persone infette ma asintomatiche, tuttavia ciò aumenta la complessità. Ad oggi, per il nuovo coronavirus non esistono terapie specifiche o un vaccino, dunque la prevenzione è l'unica misura possibile ed anche efficace (http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioFaqNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=228#6).

 

In linea con la strategia di gestione della crisi adottata dal Governo, occorre agire responsabilmente a tutela propria, dei propri familiari e della società nel suo complesso, applicando le norme igieniche indicate dal Ministero della Salute e, soprattutto nelle regioni nelle quali vi sono casi confermati, adottando, temporaneamente e per quanto possibile, comportamenti prudenziali. L'unico modo per arginare un'eventuale epidemia da Covid-19 è interrompere la catena dei contagi. Ciò vuol dire, ad esempio, evitare di frequentare luoghi affollati ed evitare a nostra volta di creare assembramenti, compreso nei trasporti.

 

In quest'ottica ci sembra opportuno ricordare che il CNCCL prevede già alcune forme di lavoro flessibile che possono essere utilizzate per chi desidera adottare i comportamenti prudenziali di cui sopra.

Infatti, come più volte  ricordato sul sito di Articolo 33, l'art 58 del CNCCL 2002  prevede già la possibilità di autocertificare a fine mese la propria attività lavorativa, senza alcuna limitazione di luogo e pertanto anche presso la propria abitazione (trovate qui un link ad un  modulo di autocertificazione).

Ogni indicazione diversa è priva di fondamento giuridico e pertanto sono da considerarsi nulle (cf. ad esempio questo link).

 

Tale prerogativa contrattuale è prevista per i livelli I-III mentre per i livelli IV-VIII sarebbe possibile, anzi sarebbe obbligatorio, introdurre forme di lavoro agile, che tuttavia l’amministrazione del CNR preferisce evitare in luogo di un obsoleto (ma sindacalizzato) telelavoro.

 

 

Rivolgiamo, pertanto, un invito all’amministrazione ad operare in tal senso nelle regioni e nei periodi di maggiore criticità estendendo a tutti i livelli la previsione dell’autocertificazione, nelle more di un’applicazione piena del lavoro agile all’interno dell’Ente.

 

Ultimo aggiornamento Domenica 23 Febbraio 2020 15:55
 
Dalla seconda lettera di Massimo a un Ministro PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 11 Febbraio 2020 21:28

Ma perché mai il CdA si riunisce nel fine settimana, di sabato, fuori dalla sua sede abituale a Napoli? Non sarà mica perché il presidente uscente stava braccando il povero ministro Manfredi, inseguendolo anche nel week-end quando il buon Gaetano torna a Napoli per riposare un po’

Chissà che lettera gli avrà scritto l’implacabile presidente uscente per blandire il malcapitato Manfredi che, nel corso di questa settimana, sceglierà il suo successore.

O forse avra' voluto invitarlo al suo seminario di addio, un modo originale per congedarsi?

Fonti bene informate sussurrano che la discesa a Napoli sia stata anticipata da una lettera.

Di lettere ai ministri Inguscio ne ha scritte tante, speriamo che quella indirizzata a Manfredi abbia un briciolo di dignità che invece gli è mancata quando ha scritto la lettera in allegato all’allora ministro Salvini. Prescindendo dal contenuto, guardate il tono, sembra che sia scritta in posizione genuflessa.

Più che l’indimenticabile lettera di Totò e Peppino sembra quella di Troisi e Benigni che si rivolgono a Savonarola: “la faccia mia sotto ai piedi vostri .. e li potete pure muovere”, sembra di leggere in questa lettera.

Peccato che il Presidente non abbia espresso pubblicamente nessuna delle posizioni riportate nella lettera.

Zero dignità e zero autonomia, quell’autonomia che è riconosciuta dalla Costituzione e dà il nome alla nostra Associazione: Articolo 33.

Un articolo che il presidente uscente avrebbe dovuto leggere più spesso.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 12 Febbraio 2020 10:02
 
Il caso Di Bitetto- 2a puntata: fatti noti al CNR ? PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 28 Gennaio 2020 23:36

Siamo a fine marzo del 2017 e le indagini, di quello che si sarebbe poi rivelato il maggior scandalo che ha, finora,  coinvolto il massimo vertice amministrativo del CNR, subiscono un’improvvisa accelerazione.

Come dicevamo nella prima puntata di questo viaggio nell’inchiesta Di Bitetto, fino a marzo 2017 le indagini sono circoscritte a poco più che gonfiabili e telefonini e stagnano.


L’inizio dell’inchiesta LoscaRicerca© su Articolo 33 e l’annuncio della puntata di Report, originata dalle risultanze di quella inchiesta, mettono in agitazione la direzione generale del CNR. Al CNR viene organizzata una riunione per decidere la linea, mentre gli inquirenti si risvegliano e mettono sotto intercettazione le utenze di un vasto numero di persone, a vario titolo coinvolte nell’indagine.


Come riporta l’ordinanza del GIP : “Le intercettazioni, lette nel loro susseguirsi, consentono di affermare che i fatti oggetto di contestazione erano noti a chi operava nel CNR ma tutti temevano il forte gruppo facente capo al Di Bitetto, indicato come il vero regista, con contatti sia a Napoli sia a Capogranitola “.


Un inequivocabile atto d’accusa nei confronti dell’amministrazione del CNR.  Ma cosa intendono esattamente gli inquirenti ?

 

Singolare la circostanza accertata dagli inquirenti che "il Dirigente del CNR (Fabrizio Tuzi) nel 2005 rilasciò il badge ad undici soggetti, tra i quali compaiono il D'Anselmi Paolo ed il Simone Morganti, quali collaboratori della D'Anselmi Editori S.r.l." I soggetti esterni al CNR, perno dell'indagine, non erano quindi tanto esterni visto che ad essi erano stati rilasciati 11 badge e visto che D'Anselmi e Morganti "avevano una stanza in uso presso il CNR, p.le Aldo Moro 7",  come riferisce Cilli, uno degli indagati parlando di una riunione del 2014.


Ci sono poi alcuni passaggi delle intercettazioni che meritano di essere analizzati.


Significativo quello in cui l’allora direttore ff dell’IAMC (per nostra conoscenza non indagato) minaccia di attivare un procedimento disciplinare all’ex direttrice dell’IAMC Laura Giuliano che, opponendosi all’andazzo affermatosi negli anni della precedente direzione, ha interrotto il flusso di contratti e segnalato numerose anomalie.

In data 27/3/17 l’allora direttore ff, parlando con Di Bitetto, afferma  “io alla Giuliano avevo vietato di rilasciare dichiarazioni … quando lei mi aveva chiesto l'autorizzazione a parlare con Report, io gli avevo detto tu puoi parlare con Report delle cose che stai facendo lì in Francia, ma non puoi parlare delle cose che riguardano l'istituto.. lei ovviamente ha disobbedito....io spero che l'Ente mi supporti stavolta a fare un'azione disciplinare seria nei confronti di un dipendente che ha disobbedito al proprio direttore..”, il DG gli risponde “certo, certo“ e il direttore ff, che ha scambiato il CNR per una caserma, conclude :“almeno cominciamo da là, poi dopo vediamo”.

Il direttore ff, oltre ad ignorare la geografia visto che Laura Giuliano lavorava nel principato di Monaco e non in Francia, aveva accesso alla contabilità dell’IAMC e poteva quindi, con cognizione di causa, analizzare i numerosi contratti stipulati in precedenza nel suo istituto. Tali contratti, emersi con LoscaRicerca©/Report sono infatti la base dell’ordinanza di custodia cautelare, ma il direttore "sceriffo" non si preoccupa di approfondire cosa è davvero accaduto nell’istituto che si trova a dirigere, dopo le dimissioni di Laura Giuliano. E’, invece, focalizzato ad aprire un procedimento disciplinare per le dichiarazioni che l’ex direttrice ha reso a Report in una puntata che lui stesso afferma di non aver neanche visto, considerando evidentemente inutile guardare una trasmissione in gran parte incentrata su malversazioni avvenute nell’ istituto da lui diretto.

Cosa voleva davvero intendere il direttore ff dell’IAMC quando dopo un “cominciamo di là”- ovvero dal provvedimento contro Laura Giuliano (che per la cronaca non avrà alcun esito)- conclude con un “poi vediamo” che suona davvero inquietante? Cosa voleva vedere dopo il direttore/sceriffo? Possibile che non sentisse il dovere morale di capire cosa fosse successo nell’istituto da lui diretto in quel momento e sentisse, invece, la necessità di rassicurare l’allora DG che era desideroso di attivare un procedimento disciplinare nei confronti di Laura Giuliano ?


Significativa per rendere conto del clima di timore verso il gruppo che fa capo a Di Bitetto, come affermano gli inquirenti, per non dire di completo asservimento ai voleri del DG, una telefonata fra Di Bitetto e un’alta dirigente del CNR in data 11/4/17.

Il tono con cui l’allora DG le si rivolge non lascia spazio ad equivoci: “sarà il caso che scendi, con 140 patate l'anno puoi rispondere ai messaggi rapidamente o vuoi che ti tolgo l'incarico prima che mi fanno dimettere, io posso operare tutte e due le cose. ok?! “

“E’ venuto su da me Tatarelli per quella cosa dei trin....e company.....van....” risponde la dirigente,

e Di Bitetto incalza: “che vuol dire Firm e Trin della cosa...... sono io che governo quella cosa, quindi se vuole viene da me, sennò non passa niente. Non fatevi le pastette dietro perchè vi sbrago ....chiaro?!”


Il dialogo, se lascia intendere da un lato il comprensibile nervosismo dell’allora DG per l’indagine che monta, evidenzia anche l’atteggiamento da padre padrone dell’Ente in cui tutti lo temono e sono – o dovrebbero essere- a sua disposizione.


Ma in quei giorni la preoccupazione principale dell’ex DG,  e della quasi totalità del vertice del CNR,  è quella di evitare la commissione di indagine che viene richiesta sulla galassia D’Anselmi.

Conosciamo l’esito finale: la commissione non vedrà mai la luce e il vertice del CNR preferirà attendere l’esito dell’indagine giudiziaria senza mostrarsi capace di fare pulizia dall’interno, pur avendone l’occasione.

Perché questo è accaduto ? Chi e cosa  la blocca ?

La spiegazione è nelle intercettazioni oggetto della terza puntata di questo viaggio nell’inchiesta Di Bitetto

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 29 Gennaio 2020 21:18
 

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