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Je suis Maximilien PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 21 Aprile 2016 18:45

Ricordate la surreale vicenda della soubrette-parlamentare Gabriella Carlucci che attaccava Luciano Maiani, presidente in pectore del CNR, per dei presunti errori in una sua pubblicazione scientifica del 1974, la cui ira fu placata solo in parte dal premio Nobel Sheldon Glashow, che testimoniò la propria stima per il contributo scientifico di Maiani?


Oppure la penosa vicenda dell’allora vice presidente del CNR, De Mattei, che in una serie di sconcertanti interventi attribuì la caduta di Roma al dilagare dell’omosessualità nell’impero e interpretò lo tsunami in Giappone come un "castigo di Dio"?


La storia si ripete sotto altre forme, in quel ricorso proprio della spirale vichiana, e oggi ci ritroviamo un presidente del CNR, Massimo Inguscio, sotto accusa per affermazioni “personali” sui principi etici, sull’etica superiore che, a suo dire, equivarrebbe “Robespierre”. Se non lo avete già fatto, vi consigliamo la visione della registrazione dell’intervento, soprattutto agli appassionati della commedia dell’arte…

 

In una successiva intervista, smaccatamente e tardivamente riparatoria, Inguscio ha abbozzato una precisazione e delle scuse alla senatrice Cattaneo (impropriamente tirata in ballo nel monologo sull’etica), ma questo non è giustamente bastato a placare le critiche, culminate in un appello che ne chiede le dimissioni dalla carica di Presidente, in cui gli autori si spingono in un’analisi storica del personaggio quantomeno approssimativa.


A questo punto, più che una raccolta firme, ci verrebbe la voglia di lanciare una campagna “Je suis Maximilien” per chiedere, quantomeno, di non tirare in ballo Robespierre nelle vicende molto “italiane” che riguardano la gestione dei fondi di ricerca.


Potrebbe così Inguscio cogliere lo spunto per approfondire l’arte oratoria, nella quale l’Incorruptible senz’altro primeggiava, e spiegarci una volta e per tutte in modo limpido e cristallino se il CNR stia stipulando una convenzione con IIT per Human Technopole, e in che termini e con quali modalità ciò stia avvenendo.

 

La risposta a questo semplice quesito, che aleggia fin dai primi giorni dell’incarico di Inguscio, non è secondaria in questa vicenda e rischia di passare in secondo piano nella polemica.

 

Esiste infatti un modo concreto per applicare i principi etici (senza disturbare  Robespierre..), ovvero adoperarsi affinché l’operazione HT si fondi su bandi aperti, basati su criteri chiari e condivisi. Restituendo così al CNR (e all’intera comunità scientifica italiana) il suo ruolo di traino e garante e non di misero subalterno dell’IIT.

 

Nell’attesa :



Ultimo aggiornamento Venerdì 22 Aprile 2016 07:44
 
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