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Il caso Di Bitetto-3a puntata: Questa commissione non s’ha da fare ! PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 28 Febbraio 2020 11:10

Eccoci alla terza puntata che esce pochi giorni dopo l’inizio del relativo processo.

Abbiamo visto, nelle puntate precedenti, come non corrisponda al vero che l’inchiesta sia fondata su una denuncia dell’Ente: i fatti oggetto del provvedimento sono essenzialmente quelli resi noti dalla campagna LoscaRicerca,  formalizzati poi in una denuncia alle competenti autorità che è all’origine dell’inchiesta di Report che li ha resi noti all’opinione pubblica.

Anzi (cf. prima puntata), l’allora vertice del CNR (Nicolais – Annuziato) cerca prima di far dimettere la direttrice dell’IAMC Laura Giuliano  ad inizio 2016 e dopo la puntata di Report  (primavera 2017) valuta di avviare un procedimento disciplinare  nei suoi confronti per aver “osato” concedere un’intervista nonostante il “divieto” del direttore ff dell’IAMC (Giuliano nel frattempo si era dimessa da direttrice ed era in aspettativa avendo assunto un incarico internazionale) .

Nella seconda puntata abbiamo visto come gli inquirenti sottolineino che il sistema di contratti fittizi era ben noto all’interno del CNR, che i responsabili delle società esterne avevano un accesso libero all’interno della sede centrale, disponendo persino di badge nominativi a loro rilasciati e di una stanza loro riservata.

Inoltre gli inquirenti sottolineano come vi fosse, all’interno dell’amministrazione del CNR, un clima di timore (per non dire terrore) nei confronti del gruppo che fa capo all’ex DG Di Bitetto e che il permanere di tale rete interna, che avrebbe consentito di attuare l'attività criminosa, costituisce una delle motivazioni per le esigenze cautelari che ne hanno motivato l’arresto.

 

La telefonata fra Di Bitetto ed un’alta dirigente amministrativa dell’amministrazione centrale, in data 3/4/2017, è particolarmente illuminante per illustrare il clima di ricatto incrociato che il sistema di potere dell’ex DG era in grado di esercitare anche nei confronti del presidente Inguscio.

Nel corso della telefonata, prescindendo dai discorsi personali, emerge con chiarezza il timore di entrambi verso la richiesta di una commissione d’indagine interna che il presidente sembra intenzionato ad avviare ma, come afferma Di Bitetto nel corso della conversazione, riferendosi al presidente:

però lui lo fa con la scusa del ministro per cercare di andare incontro a MOCELLA”.

 

Di Bitetto discute quindi con la sua interlocutrice che “concorda nel contestare la linea seguita dall'Ente e i due discutono della possibilità che sia nominata una commissione di inchiesta con un magistrato.”

Per neutralizzare l’avvio della commissione, che evidentemente teme, Di Bitetto illustra una doppia strategia: da un lato cerca di influenzare la composizione stessa della commissione  e dall’altra mette in atto una strategia di ostruzione :

“..io gli sto dando dei nomi e con un magistrato in pensione ... non so chi ci vorrà mettere ... cosa che credo... cosa ridicola ...beh ... per adesso io non firmo più atti non firmo più niente.. ci metto dieci anni a firmare una cosa ... mi dispiace devo tutto verificare controllare non mi convince adesso faccio un ...”

 

Dopo alcuni momenti di scambio personale con l’interlocutrice che ricorda i momenti di sofferenza seguiti a quando, nell’aprile 2016, era emersa la prima condanna per danno erariale ai danni di Di Bitetto, prosegue l’illustrazione della strategia :

"però non credo che lui possa usare un magistrato in quiescenza per fare una roba del genere ... cioè un magistrato che è magistrato non può far parte di una commissione d'indagine interna del CNR capito che ti voglio dire??? ... quindi deve trovarlo all'interno del CNR oppure prendere un professore universitario che ti posso dire .... forse ... non lo so ... ma non credo neanche devo dire la verità...quindi o prende due consiglieri Lagalla Frosini no... facciamoci a capire... per non prendere Mocella .... Lagalla Frosini e un dirigente di ricerca un direttore dell'istituto sano di mente....con l'appoggio degli uffici che gli danno le carte ...

 

La strategia di Di Bitetto è chiara, innanzitutto deve evitare che il Consigliere Mocella faccia parte della commissione perché all’ex DG è chiaro che lui ben conosce l’intreccio delle società alla base dell’inchiesta anche se, probabilmente ignora in quella fase che è proprio uno dei firmatari della denuncia alla base dell’inchiesta sulla galassia D’Anselmi:

 

“... poi diventa una guerra tutti contro tutti io questo voglio dire al CDA ...voi potete fare quello che volete fatela ... però vi dico che a questo punto come c'è stata la stessa puntata su questo che è stata costruita ad arte lo sappiamo ... io glielo dirò ... dal consigliere MOCELLA e da Laura GIULIANO ... allo stesso identico modo potrebbe esserci un gruppo di persone che fa una puntata su un'altra cosa... del come mai non si è andati a indagare sul CONTO PARALLELO ... come mai le commissioni d'indagine del CNR fanno due pesi e due misure...

 

 

Ecco affacciarsi l’altra parte della strategia messa in atto per evitare la commissione: una sorta di veto (ricatto ?) incrociato. Voi fate la commissione e allora c’è da chiedersi perché non è stata fatta una sul Conto parallelo oppure, aggiunge l’ex DG alla sua interlocutrice, evidentemente ben al corrente dei fatti…

 

E’ un fiume in piena l’ex DG e cita un concorso molto discusso :

“... io ho detto oggi però ricordati massimo che se tu la fai oggi per questo ...che è una procedura normale che ha passato il vaglio del bilancio ...delle cose... e dei ...eventuali revisori degli eventuali sorteggi ... come sai ... perchè non si dovrebbe fare sul concorso di SBERVEGLIERI me lo spieghi? cioè voglio dire perchè quel concorso che era border line perchè ha partecipato la moglie... la figlia ...ha vinto la figlia di uno che sta alla UOS dell'amico tuo... no...me lo spieghi perchè non andiamo a vedere allora le procedure concorsuali ..." ed ancora nel prosieguo".... perchè non andiamo a vedere la queste procedure che apparentemente sono andate giù .... lisce no... ma avevano dei profili di opportunità ... no... per i quali ... giustamente nessuno ha sollevato il problema ... allora adesso semplicemente perchè report ...”

 

Inoltre, da un lato l’ex DG minacca di chiedere i danni a chiunque ne chieda le dimissioni (in modo formale l’unico che lo farà in CdA è il rappresentante del personale)

...allora questa è una sfiducia nei confronti del direttore generale ... votate la sfiducia nei confronti del direttore generale ... per me va bene mi mandate via domani e c'avete una causa per i prossimi dieci anni ... a me che me frega!”

 

Dall’altro emergono le conseguenze di questo scontro, l’allora DG minaccia di bloccare l’azione amministrativa paralizzando di fatto il CNR:

“mi scrive ...ah ma le variazioni degli esteri non facciamo ... no guarda le carte non sono perfette devo controllarle poi l'ufficio bilancio ha fatto una settimana di corso a Mondello per cui ho deciso di non portare nessuna variazione di bilancio

... no ... perchè non erano pronte... mi dispiace parlane con loro io che ti faccio .. se non sono perfette non le passo ... gliel'ho detto stai attenta perchè adesso io non le firmerò se poi arrivano a me da firmarli i rinnovi sul conto terzi del personale se non c'è la copertura e se le .... non ne firmo _neanche una ..   ... io non lo faccio! io non faccio più niente ... c'è la copertura rinnoviamo ... non c'è la copertura in attesa.. qualcuno si prende la responsabilità in quel momento in attesa ... ma se poi esce un foglio di carta nel mentre... mentre tu ti prendi la responsabilità e ti fanno un Report... poi sono cazzi di chi l'ha fatto... questo ti voglio dire ... non ci sono più i presupposti di fiducia con niente ...questo ti voglio dire ... se ti dico e te lo dico ...forse non arrivato .. e te lo dico con affetto ... non ci sono i presupposti di fiducia neanche che tu ti possa prendere delle .... come dire .... discrezionalità ....".

 

Un fiume in piena l’ex DG illustra la sua strategia quando la sua interlocutrice gli chiede

“no tanto USPO allora tanto USPO se non fai le gare il problema neanche si pone ..”
,


Di Bitetto, come novello Sansone, medita di distruggere quella storicamente è una sua creatura l’USPO, l’ufficio supporto Programmazione Operativa:

“no però ti ripeto per me è uguale tanto a me non me ne frega più niente neanche di USPO però tanto quant'è vero iddio se non ci vado io e finiscono le cose io lo smonto ... non lo lascio a nessuno .. compreso Pierpaolo (incomprensibile) non lo lascio a nessuno ... lo smonto e disintegro tutto ...quindi ... così poi dopo ... vanno sotto altri dirigenti e poi la gente piange ...poi me lo racconta ... lo disintegro completamente ...come neve al sole ... fosse l'ultima cosa che faccio ... “

 

 

Il seguito della storia è noto e sotto gli occhi di tutti, la commissione d’inchiesta interna non vedrà mai la luce, al suo posto il presidente nomina una commissione di studio per l'efficienza e la trasparenza delle procedure amministrative del CNR

Un commissione di pura facciata, che già nel nome ha una finalità dl tutto diversa da quella di approfondire i fatti emersi, che non produrrà alcun atto noto.

 

Come noi anche avevamo denunciato pochi mesi dopo la sua costituzione mentre la commissione di facciata latitava, la magistratura andava avanti, effettuava perquisizioni cercava verifiche ai fatti denunciati, verifiche che poi hanno portato agli arresti.

 

Il CNR invece perdeva l’occasione di mostrarsi capace di fare pulizia dal suo interno, non avviava neanche un’azione disciplinare nei confronti di dipendenti che avevano subito una perquisizione nei propri uffici, un’azione disciplinare che avrebbe consentito di non essere superati dai fatti di cronaca con un enorme danno d'immagine per l'Ente.

 

Le intercettazioni ben illustrano il clima di quei giorni, un presidente spaventato, sotto il ricatto dell’ex DG che minaccia di rivelare altre procedure non cristalline di cui Di Bitetto (e non solo) era al corrente, sotto la minaccia di un blocco dell’azione amministrativa.

Un DG ossessionato dall'impedire la costituzione della commissione di inchiesta e sopratutto di impedire che il consigliere Mocella ne faccia parte. Questo spiega, fra l'altro, anche le motivazioni dell'impegno in prima linea di Di Bitetto nella recente campagna elettorale per il CdA, poche settimane prima del suo arresto.

 

Sarebbe stato necessario al CNR un presidente con un altro coraggio, e forse con un armadio meno ingombro per respingere le minacce e i ricatti dell’allora DG.

Speriamo che il prossimo presidente del CNR sia all’altezza del suo compito e speriamo che il Ministro, nello scegliere, consideri anche queste caratteristiche.

 

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 28 Febbraio 2020 11:43
 
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