Premiali : una farsa italiana PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 18 Agosto 2015 13:38

La ricerca italiana è in affanno e bandi volti a finanziare i ricercatori italiani sono del tutto assenti dalle azioni di questo governo, come di quelli degli ultimi anni, con la sola eccezione dei famigerati bandi per promuovere la ricerca fatta dai giovani ricercatori (SIR), il cui nobile intento si è infranto su un iter sul quale è meglio sorvolare.

Occorre dire che c’è perfetta identità di vedute fra i governi di destra e di sinistra nel non finanziare la ricerca scientifica, che invece nel resto dei paesi industrializzati è vista come uno dei principali volani dell’economia, specialmente in tempo di crisi.

In questo quadro, potrebbe sorprendere il Decreto Ministeriale 543/2015 del 5 Agosto scorso che prevede ben 100 milioni di euro destinati al finanziamento "premiale" della ricerca. L’Italia ha improvvisamente deciso di mettersi al pari degli altri paesi industrializzati e vuole finalmente investire nella ricerca? Nulla di tutto ciò. Si tratta semplicemente di una farsa.

Infatti, i 100 milioni di cui sopra sono un accantonamento di una parte del finanziamento ordinario del Governo agli Enti pubblici di Ricerca, ossia quello previsto annualmente nel DPEF. Dunque, non si tratta di soldi aggiuntivi.

Certo, si potrebbe pensare che così facendo il Governo prova almeno a finanziare le migliori ricerche per “premiarle”, come dice il decreto stesso. E invece una semplice lettura del Decreto Ministeriale fa comprendere come si tratti di una semplice partita di giro.

A partire dal non rimpianto dicastero Gelmini (proprio lei, quella del tunnel per i neutrini fra il CERN di Ginevra ed il Gran Sasso), i governi che si succedono assegnano agli enti di ricerca il 70% della somma, sulla base di una contestatissima valutazione della qualità della ricerca aggiornata alla produzione del 2010. Si tratta in sostanza, di un finanziamento proporzionale all’entità del Fondo Ordinario dei vari Enti.

E il restante 30% servirà a premiare attività di ricerca particolarmente meritevoli? Si tratta pur sempre di 30 milioni di euro, con cui si potrebbero premiare poche ma significative attività di ricerca. La tempistica prevista dal Decreto Ministeriale rivela tutto l’aspetto farsesco di questi bandi fintamente premiali. Pubblicato il 5 Agosto, gli Enti di ricerca hanno 30 giorni per presentare progetti anche in collaborazione fra di loro, volti a favorire la realizzazione di infrastrutture di valenza internazionale. I progetti vanno dunque presentati entro i primi di settembre.

 

Qualcuno può seriamente pensare che si tratti di un caso? Qualcuno può davvero pensare che questa sia una modalità accettabile per assegnare alcune decine di milioni di euro che rappresentano una somma non trascurabile nel panorama italiano della ricerca mortificato dall’azione di tutti i governi da oltre 10 anni a questa parte? Come pensate che gli Enti di Ricerca pubblici selezionino e confeziono dei progetti di ricerca in pieno mese di Agosto, se non con una modalità puramente verticistica, contrariamente ad ogni buona pratica di selezione dei progetti nel mondo della ricerca?

Ultimo aggiornamento Martedì 18 Agosto 2015 13:52
 
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